L’abitudine di vivere felici – Volkova E.V.
Abbiamo tutti sentito dire che i nostri pensieri plasmano la nostra realtà. Il modo in cui pensiamo determina il modo in cui viviamo. Spesso notiamo che gli altri si lamentano della vita, del lavoro, del capo, dello sport, dei conoscenti, dei politici, del governo, della crisi; criticano tutto e tutti, spettegolano e giudicano. Ma ci accorgiamo di farlo noi stessi? Di solito no.
Non a caso esiste un antico detto: “Vediamo la pagliuzza nell’occhio degli altri, ma non ci accorgiamo della trave nel nostro.”
E questa affermazione è vera nel 99,9% dei casi. Perché accade?
Dipende dai nostri pensieri e dalle convinzioni che li sostengono. Pensiamo come siamo abituati a pensare e, di conseguenza, parliamo e agiamo in base a questo. È la nostra abitudine, e spesso non ce ne rendiamo neppure conto.
Il risultato?
Viviamo una vita che non ci piace in tutto o in parte.
Desideriamo felicità, salute, stabilità economica, un lavoro che amiamo, relazioni armoniose, eventi gioiosi. Lo sogniamo, crediamo vagamente che un giorno accadrà… ma il tempo passa un giorno, un mese, un anno e “il carrello è ancora lì”.
Il simile attrae il simile
Una delle leggi dell’Universo afferma che “il simile attrae il simile”.
Pensieri negativi attirano negatività; pensieri positivi attirano eventi positivi.
Se ci fermiamo un attimo a riflettere, tutti ricordiamo momenti della vita in cui abbiamo vissuto vere e proprie “serie di sfortune”: una dopo l’altra, come un domino.
Oppure, al contrario, periodi in cui tutto sembrava scorrere perfettamente.
Come funziona questo meccanismo?
L’articolo utilizza l’influenza come esempio. Ogni anno, alle soglie dell’autunno, media e pubblicità ci ricordano l’arrivo del virus: farmaci, vaccini, avvisi medici. Le informazioni si accumulano, e nella mente si forma un pensiero: “Arriverà anche a me.”
Il pensiero si radica, alimentato da continue conferme esterne: qualcuno che tossisce, un amico che manca un incontro, un familiare con il raffreddore. Anche quando i fatti non riguardano davvero l’influenza, la nostra mente li interpreta come tali.
Il pensiero radicato genera paura. E la paura diventa attrazione: l’influenza arriva davvero.
La persona si ammala e conferma il suo convincimento: “Mi succedono sempre cose brutte.”
E quel pensiero resta, pronto a generare nuove situazioni negative.
Questa catena può andare avanti per anni.
Siamo noi gli artefici della nostra felicità
Sì, il principio è corretto: pensieri positivi attraggono cose positive.
Ma non basta pensare positivo ogni tanto: bisogna sviluppare un’abitudine al pensiero positivo.
Secondo gli psicologi, servono circa 21 giorni per creare un’abitudine.
Ma come si fa concretamente?
È impossibile controllare tutti i pensieri: scorrono senza sosta. Anche fermandosi un minuto, con gli occhi chiusi, possiamo notare quanti ne arrivano.
La buona notizia è che non serve controllare ogni pensiero: basta controllare ciò che diciamo.
Il potere della parola
Prima nasce il pensiero, poi arriva la parola.
Controllare le parole significa influenzare la qualità dei pensieri.
L’obiettivo del metodo proposto è semplice:
Per 21 giorni consecutivi non dire nulla di negativo.
Niente lamentele, niente critiche, niente pettegolezzi.
Se succede anche una sola volta, si ricomincia da capo.
Per rendersi conto di quanto sia difficile, basta provare: indossare un braccialetto o tenere una moneta in tasca, e spostarla dall’altra parte ogni volta che ci si lamenta.
Nel primo giorno, la maggior parte delle persone sposta il braccialetto tra 6 e 20 volte.
Questa tecnica non è nuova: fu proposta nel 2006 da Will Bowen nel progetto “Un mondo senza lamentele”.
Le statistiche dicono che la maggior parte delle persone riesce a portare il braccialetto sulla stessa mano per 21 giorni solo dopo 4–8 mesi.
Il cambiamento dei pensieri
Monitorando le parole, intorno al quindicesimo giorno accade qualcosa di sorprendente:
i pensieri negativi cominciano a diminuire spontaneamente, fino quasi a scomparire.
Si crea una vera e propria abitudine alla felicità.
E quando cambiamo noi, cambia anche la nostra vita:
- le persone lamentose si allontanano (non c’è più sintonia vibratoria);
- i rapporti migliorano, a casa e al lavoro;
- la salute si rafforza;
- aumentano eventi gioiosi e opportunità;
- migliora anche la situazione finanziaria.
Quella che sembrava fantasia diventa la nuova realtà.
La felicità è nelle nostre mani
Tutto è nelle nostre mani.
Ognuno può scegliere la qualità della propria vita.
Siamo noi gli artefici della nostra felicità.
E la nostra felicità dipende più di quanto crediamo dai nostri pensieri.